Contributi dei genitori verso l'istituto

Fermentum Mollis Tristique

Si è diffusa da qualche tempo una vulgata secondo cui i contributi che i genitori versano all’Istituto all’atto dell’Iscrizione sono volontari e facoltativi, e che dunque vadano in qualche modo equiparati a offerte e donazioni spontanee, sicché il mancato pagamento non possa dar luogo ad alcuna conseguenza né possa in alcun modo dar luogo a rivalse da parte della scuola, a partire dal rifiuto dell’iscrizione. Al fondo di questa interpretazione, che ha trovato eco anche in consiglio di istituto, c’è evidentemente uno spiacevole equivoco.

L’equivoco nasce da una cattiva lettura dell’articolo 1 del Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 76 ("Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53"), dove si dice che “La Repubblica assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni”; che “Tale diritto si realizza nelle istituzioni del primo e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione”; che “nelle istituzioni scolastiche statali la fruizione di tale diritto non é soggetta a tasse di iscrizione e di frequenza”.Ora qui non è in discussione l’esazione di imposte di sorta: la scuola, cui è stata riconosciuta la personalità giuridica, non ha per questo acquisito capacità impositiva, quella facoltà cioè di imporre tasse e tributi che l’articolo 119 della Costituzione ammette per gli Enti territoriali dello stato: Regioni, Province e Comuni. In questione sono invece quei contributi scolastici che le Istituzioni dotate di personalità giuridica, ed in particolare gli istituti tecnico-professionali possono esigere, in base ai Regi decreti del 1924 ed al decreto interministeriale del 28 maggio 1975, a fronte dell’erogazione di specifiche prestazioni e dell’esistenza di particolari esigenze, quali sono quelle derivanti dal funzionamento dei laboratori; ed in questione sono quelle “erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa” che prevede l’articolo 13.3 della legge n.40 del 2 aprile 2007. Ora se non c’è dubbio che la seconda fattispecie di versamenti sia spontanea e facoltativa, al pari di una donazione, la prima non lo è, tant’è vero che la legge, elencando le entrate dell’Istituzione scolastica, la assimila di fatto alle tasse e la distingue dai contributi dei privati e dalle oblazioni, che appaiono invece mantenere un carattere di libera scelta. La questione può sembrare di lana caprina, come accade spesso nella farraginosa e dispersiva legislazione scolastica, ma non lo è. I contributi del primo tipo hanno carattere speciale ed eccezionale, e sono erogati a fronte della fornitura di servizi onerosi che le scuole dotate di personalità giuridica garantiscono per permettere lo svolgimento delle attività pratiche previste dal percorso formativo. Fino all’emanazione del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche) gli Istituti tecnico – professionali erano i soli ad avere riconosciuta la personalità giuridica e quindi a poter godere di queste risorse aggiuntive. Ora la personalità giuridica è stata estesa a tutte le scuole autonome, e tutte dunque, in teoria, possono richiedere questi pagamenti supplementari, ma solo a fronte di spese finalizzate che sono precisamente definite dalla normativa. Il contributo per le attività laboratoriali e simili si configura come una sorta di contratto, che prevede il pagamento di una quota aggiuntiva rispetto all’erogazione di servizi supplementari, concreta e dimostrabile: nel nostro caso esso è ampiamente giustificata dagli investimenti che la scuola ha effettuato nelle officine, nei gabinetti scientifici, nelle aule informatiche, nei laboratori non solo degli istituti tecnico professionali, ma anche dei licei compresi nell’ISIS: e dallo sforzo di innovazione tecnologica che ha portato a dotare ogni aula delle 78 classi dell’ISIS di computer e videoproiettore o LIM, sì da rendere possibile l’adozione di una didattica laboratoriale, interattiva ed operativa in tutte le discipline. Ed è consentito ed anzi previsto anche dalle circolari ministeriali che tanti citano solo parzialmente: come ad esempio la nota della Direzione Generale dell’USR n. 576 del 17 febbraio 2012, o la Circolare MIUR n.212 del 20.03.2012, che ribadisce l’obbligo delle famiglie di rimborsare alla scuola le spese sostenute per conto delle famiglie stesse, come, ad esempio, quelle per la stipula del contratto di assicurazione individuale per gli infortuni e la responsabilità civile degli alunni, o quelle per i libretti delle assenze o per le gite scolastiche, o la Nota del MIUR Direzione generale dell’ USR per il Friuli Venezia Giulia prot. n.AOODRFR 4314 del 2 maggio 2012, per cui resta ferma la facoltà di esigere dalle famiglie contributi intesi a finanziare le spese di esercitazione di laboratorio, ivi comprese quelle per reintegrare il materiale di consumo utilizzato nelle esercitazioni pratiche. La facoltatività e volontarietà dei contributi che queste circolari hanno con forza sottolineato e ricordato riguarda esclusivamente quelli volti all’ampliamento dell’offerta formativa, che la Giunta esecutiva dell’ISIS ha determinato, conti alla mano, in € 35,00. Naturalmente il mancato versamento del contributo “obbligatorio”, pari ad € 80,00, non invalida né comporta il rifiuto dell’iscrizione dell’allievo, ma pone una questione di morale ed equità: giacché chi si sottrae, senza giustificati motivi economici (perché in questo caso sono previste esenzioni e deroghe) al pagamento del contributo volontario, approfitta dei vantaggi che i sacrifici degli altri gli consentono di lucrare. E pone un problema economico: perché, parlando chiaro, con una dotazione finanziaria ordinaria dello Stato limitata alla miseria di € 41.064 (circa € 28 ad allievo), se alla scuola venissero meno le contribuzioni dei genitori, non vi sarebbe altra soluzione che chiudere i battenti!