Memoriale dell’Antartide “Valle Italia"

Il progetto

Dal 07 Marzo 2018 l’IISS della Bassa Friulana è Scuola associata UNESCO per il progetto di creazione di un nuovo centro-visite denominato Memoriale dell’Antartide “Valle Italia” dal nome della Conca dove fu eretta la prima base scientifica italiana in Antartide. Il progetto è realizzato nell’ambito di un Concorso Nazionale. L’iniziativa è ideata dall’Ass. cult. Adri-Antartica d’intesa con la Scuola ed il Comune di Cervignano, in occasione dell’Anno internazionale dei beni culturali 2018. Il Memoriale sarà aperto al pubblico verosimilmente dal 25 maggio. Il progetto è patrocinato da MiBACT, UNESCO-Udine, FAI-Trieste, CONI, SGI, ANA, CAI, ANMI, ARI, Atenei, Enti locali. In particolare dalla Regione RFVG e dal Comune di Cervignano del Friuli (UD) con la gentile collaborazione dei volontari Alpini, Marinai, Protezione Civile, Radioamatori e privati cittadini. Si ringrazia CrediFriuli di Cervignano del Friuli (UD) per il sostegno all’impresa; l’imprenditore Ermes Godeassi (Strassoldo) per la donazione delle pietre, il Sig. Lauro (Tecnogiemme, Trieste) per la fornitura del materiale per erigere i pannelli illustrativi, il falegname Andrea Del Mestre di Trivignano udinese per la manodopera, i colleghi ed allievi che collaborano.

L’iniziativa mira a recuperare la memoria storica della Valle Italia in Penisola Antartica, luogo strategico e di pregio naturalistico dove, nel 1976, il Cav. Renato Cepparo fondò la prima base scientifica italiana in Antartide, che egli intitolò all’esploratore ottocentesco Giacomo Bove, valoroso ufficiale della Regia Marina.

L’antefatto. La Base Giacomo Bove fu inaugurata il 20 gennaio 1976. La spedizione Cepparo fu un evento epocale nella storia dell’esplorazione antartica italiana, non tanto per un fatto di primogenitura, quanto per il valore dei risultati scientifici e sportivi raggiunti (Presidente del CAI). Dopo otto mesi, la Marina Militare argentina smantellò l’edificio: un vero e proprio episodio di guerra (Pugna antartica, cit.) in epoca di pace, in aperta violazione al Trattato Antartico. Si sfiorò l’incidente diplomatico. Le rovine sono ancora visibili con Google Earth; esse sono lasciate nel degrado e nell’incuria, mimetizzate tra le rocce del permafrost e portate via dal gelido vento (blizzard) antartico. L’imprenditore milanese fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere al valore civile per aver eretto la prima base italiana in Antartide. Grazie alla “Spedizione Cepparo” l’Italia aderì al Trattato Antartico.

L’obiettivo. L’iniziativa vuole sensibilizzare gli allievi sul tema dell’amicizia tra i popoli, del rispetto delle leggi, tra cui il Trattato Antartico. Il progetto mira a far conoscere l’esistenza della Valle Italia; a celebrare l’idrografo ottocentesco Giacomo Bove e riabilitare la figura di Renato Cepparo, troppo spesso dimenticato. Il programma didattico è un approfondimento scientifico sulla Valle Italia, del tutto ignorata dalla comunità scientifica internazionale. L’obiettivo è di preservare la memoria storica della Base, grazie alla ricostruzione a distanza (conservazione ex situ) dei resti della stessa. Tra le varie attività degli allievi, è previsto una riflessione sulle risorse energetiche (gas idrati di metano ivi presenti), sulla fauna e flora della Valle Italia, sulla geografia e geopolitica. Il tema dell’ambiente e dell’inquinamento è trattato con particolare interesse, poiché nel sito delle rovine della Base vi è ancora oggi una discarica a cielo aperto.

Il fine. Dopo aver inaugurato il Memoriale, si chiederà al Ministero degli Esteri (MAECI) di voler finalmente proporre l’istituzione formale del sito storico nei consessi internazionali (ATCM, Trattato Antartico). Nonostante il cortese interessamento di vari diplomatici, nulla è stato ancora fatto. Il progetto intende, dunque, accelerare il processo di candidatura del sito antartico quale sito storico.

I prodotti. Gli studenti realizzano un diorama 1:3000, un plastico della Base 1:50 con la collaborazione dell’Istituto “Max Fabiani” di Trieste che fornisce il modello dell’edificio con stampante 3D; un cartone animato; video; un sito internet; esperimenti sui gas idrati di metano (clatrati) già prodotti in classe; una riproduzione in scala naturale delle rovine della base 1:1.

I risultati. L’intero progetto sarà presentato durante una conferenza conclusiva verosimilmente il 25 maggio, data della cerimonia di inaugurazione del sito con Autorità locali e nazionali.

Contatti:

prof. Julius Fabbri, Ph.D. (docente polare, referente del progetto)

j.fabbri@virgilio.itjulius.fabbri@istruzione.it